Spaesamenti

Spaesamenti è un interessante progetto che lavora sul rapporto tra il cinema documentario e il tema della frontiera attraverso l’organizzazione di diversi workshop tra Italia e Francia, incentrati sulla visione e discussione di alcuni film. Tra i film selezionati, c’è Sui Bordi.
Qui c’è un bel testo critico scritto da Dalila Missero sul film.
Nei prossimi mesi verrà organizzato un festival itinerante, dove saranno proiettati 10 film scelti tra quelli analizzati durante la prima fase del progetto.

un commento al film

un estratto di una mail-critica di un amico al film:
“…qualche tempo fa ho visto “I bordi”. Prima di tutto, sincerissimi complimenti. […]
sarebbe stato più facile vederlo con te: non ne avevamo parlato prima, avevo letto pochissimo prima di vederlo. Per capire meglio il tuo lavoro ho dovuto “attivarmi” un pò , fare qualche ricerca. Arrivo alla conclusione che il tuo blog, in assenza di una Frency in carne ed ossa, sia, almeno per me, un pò complementare al film (sai come il libro-film “les sentiers de l’Utopie”?). Non conoscevo tutti gli episodi a cui fanno riferimento le animazioni nel film (nè la potenza di certe immagini, come l’uomo pesce…capisco bene come possa averti accompagnato per parecchio tempo); non mi è stato immediato capire la scelta di un film senza dialoghi, il funzionamento del montaggio, la tua presenza nel film. Tra blog e interviste spieghi tutto molto bene e dai tutto lo spazio, a chi è interessato, per approfondire. I complimenti in questo senso son doppi. In primo luogo perché apprezzo il modo in cui hai reso ricerca ed emozioni, sovrapposto una realtà e un vissuto personale che però non si impone, la cronaca e una sua lettura che in realtà è più un invito alla sua lettura. Secondariamente perché in quanto spettatore mi son sentito responsabilizzato, coinvolto, interessato in un momento in cui difficilmente ho voglia di confrontarmi con quel che succede fuori da Macabou. Hai scritto che hai filmato per pensare, trovo che hai poi montato (editato?) per far pensare.” Tommaso